Christian Poccia

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Quando i Radiohead ammutolirono i venticinquemila di Capannelle

Christian PocciaChristian Poccia

Un’esplosione da vent’anni dicevamo.

Dicevamo l’altro giorno, su questo quotidiano, della musica dei Radiohead che non è rock né elettronica né pop; che è un’esplosione da vent’anni.

radiohead tour 2012

Il tour del 2012 del Radiohead fece tappa all’Ippodromo di Capannelle il 22 settembre

Ma poi sabato sera all’Ippodromo di Capannelle, Thom Yorke stava dentro a una luce bianca – più della metà del concerto se n’era già andata coi venticinquemila del pubblico che erano una folla felice che cantava saltava ululava ballava e si faceva infilare da un pezzo dietro l’altro – e gli sono bastati due accordi a Thom Yorke, e intonare “wake from your sleep and dry all your tears”, gli sono bastate voce e chitarra soltanto per stendere una spessa quiete e bianca, come la luce dentro cui stava, sopra l’esplosione di cui dicevamo e che durava da vent’anni; per lasciare neppure uno di quei tanti sul prato di Capannelle col respiro o una parola. Per calare e poi governare il silenzio su venticinquemila storie strette intorno, e tutte insieme, a un uomo che adesso è soltanto voce e chitarra.

E’ successo nella prima parte dell’esecuzione di Exit music for a film, una canzone che i Radiohead composero praticamente su commissione nel ’95 per il Romeo+Juliet del regista Baz Luhrmann, e che del concerto con il quale sabato scorso la band inglese ha chiuso l‘edizione 2012 del Rock in Roma, ha rappresentato il momento che non si può scordare.

concerto dei radiohead

Poi l’esplosione è ricominciata. E gli ex ragazzi di Oxford l’hanno regalata per intero ai fan della capitale con una performance potente e di vertiginosa. Avveniristica la scenografia, con schermi rotanti sospesi a mezz’aria a mostrare i volti dei musicisti immersi nei colori. Ventiquattro, in oltre due ore di live, le canzoni proposte, tratte per la gran parte dagli album Kid A, In Rainbows e The king of limbs.

La feroce Daily Mail dedicata a Berlusconi. Un’apertura di concerto psichedelica con la sofisticata Lotus flower. Interpretazioni da brivido quelle di Nude e Reckoner. Superba Pyramid Song. Necessario l’arrivederci al pubblico romano sulle note di Everything in its right place; per dire che sì ragazzi, è stata una notte in cui per davvero e per una volta ogni cosa era al suo giusto posto.

Christian Poccia

Articolo pubblicato su Cinque Giorni Quotidiano il 25 settembre 2012