Christian Poccia

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Frankie HI-NRG ora guarda molto più il dentro che il fuori

Christian PocciaChristian Poccia

il rapper frankie hi-nrg

Frankie è tornato a casa.

Nella casa di suo padre e di sua madre, che  non  ci  sono  più. 

Ci  ha  trovato  una  folla  di  ricordi    «e  come  fai  a spiegare i ricordi» – di «mobili in mezzo ai quali ho vissuto, di episodi». Ci ha  trovato  per  la  prima  volta  «il  lato  umano  dei  miei  genitori» e «un sentimento di nostalgia».

E sui ricordi  che non si possono spiegare, sui mobili e gli episodi, Frankie HI- NRG ci ha scritto una canzone che si chiama Un uomo  è vivo, che il  18 febbraio porta al  Festival  di  Sanremo 2014 insieme a  un altro brano: Pedala, entrambi inseriti nel suo nuovo – «sorprendente» dice – album, in uscita il 20 febbraio, sei anni dopo l’ultimo DePrimoMaggio.

Sei anni durante i quali l’artista torinese – uno dei fondatori del movimento hip hop italiano – ha «recitato in un film, condotto una trasmissione tv su Sky, fatto  centinaia  di  fotografie»  e  un  mucchio  d’altre  cose,  perché  «fortunatamente posso permettermi di scegliere cosa fare e quando farlo». «Da ragazzino volevo fare il fornaio o il falegname». E’ finita che a poco più di vent’anni gli venne fuori un pezzo come Fight da faida, che spopolò;  e  poco  più  tardi,  nel  1997,  una  feroce  bellissima  trascinante  invettiva contro gli arrampicatori sociali che  era una profezia politica  e  portava il nome  di  Quelli  che  benpensano. 

«Il  mondo  che  denunciavo in  quella canzone esiste ancora, anzi è peggiorato. E per questo mi sono rotto le scatole  di  raccontare  l’attualità.  Ora  preferisco  raccontare  le  persone».

Frankie HI-NRG  è tornato a casa ed  è cambiato: «Sono più brizzolato, un po’  sovrappeso;  sicuramente  più  affascinante».  Degli  attuali  esponenti della  scena  hip  hop  italiana  dice:  «Parlano  delle  donne  come  fossero zoccole e gli interessa soltanto dei soldi. Hanno meno tecnica», e a lui non piace neppure un po’.

Ora Frankie – che poi si chiama Francesco Di Gesù  – guarda «molto più il dentro che il fuori».

E crede che quel che conta, per ognuno, «è fare comunità, sentirsi parte di un gruppo. Che tu sia leader o gregario».

Christian Poccia

Articolo pubblicato su GINO MAGAZINE nel febbraio 2014