Christian Poccia

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Luglio: 2017
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Anna Mazzamauro è bellissima

Christian PocciaChristian Poccia

«Io sono una che si sveglia tardi. E la mattina in cui il mio agente mi chiamò per dirmi che il regista Luciano Salce voleva farmi fare un provino per il primo Fantozzi, dormivo profondamente. Al telefono farfugliò qualcosa su una parte da protagonista: “Ti vogliono per interpretare la moglie di Villaggio, disse.

In quel periodo nun c’avevo na lira e avevo davvero bisogno di lavorare – ricorda Anna Mazzamauro – perciò all’incontro con Salce e Paolo mi presentai nella mia forma migliore: elegante, pettinatissima, truccata. Quando mi vide, Luciano, che già mi conosceva, trasalì: “Ti ricordavo più brutta! Scusami ma non sei adatta per questo ruolo”». In compenso però gli affidarono l’immortale personaggio della Signorina Silvani.

anna mazzamauro in una scena di Fantozzi

Prima di diventare la signorina Silvani, la Mazzamauro era stata convocata per il ruolo di Pina Fantozzi

«Grazie a lei entrai nel mondo dello spettacolo dalla porta principale e se non fosse stato per la mia atipicità – bruttezza è una parola che non mi piace, perché ha a che fare con la volgarità – quel ruolo non avrei mai potuto interpretarlo. Perché la Signorina Silvani, che non era una donna bella, si sentiva e si comportava come fosse bellissima. Ne era profondamente convinta. Come me del resto».

«Io – dice – sono bellissima. Quando sono in scena soprattutto».

Il personaggio della Signorina Silvani le è rimasto incollato addosso. E per scrollarselo, Anna Mazzamauro, magistrale attrice di teatro, s’è persino calata, unica donna forse nella storia, nei panni di Cyrano de Bergerac: «E te credo, co sto naso!».

Bruttezza è una parola che ha a che fare con la volgarità— Anna Mazzamauro

Da novembre 2013 è in scena con uno spettacolo che ha firmato lei stessa e che presto diventerà un libro. Si chiama Nuda e Cruda. «L’ho scritto per spiegare alla gente come liberarsi dai pregiudizi, dalla paura della bruttezza, per l’appunto. Per spiegare come liberarsi dalla paura della vecchiaia. Che è una finestra che si apre sulla morte.

E hai voglia a dire che vecchio è bello. Le ragazzette di vent’anni sono belle: c’hanno i capelli cotonati, le tette cotonate, i culi cotonati. E tu a vederle soffri. E allora cerchi di prolungare la vecchiaia, dormi poco, eviti il letto, perché il letto è il luogo più pericoloso che ci sia. Ma io non me ne curo».

anna mazzamauro in nuda e cruda

L’attrice romana è protagonista dello spettacolo Nuda e cruda

«Non ho rimpianti. Non ho sogni nel cassetto da realizzare, perché io i cassetti li ho sempre tenuti aperti».

«Ho una figlia bellissima. Sono stata amata e ho amato, il mio lavoro soprattutto».

«E quando verrà il momento, reciterò la mia morte. Sto già scrivendo le battute. Che dovranno essere nel giusto mezzo fra il comico e il drammatico».

E quando morirò – dice Anna Mazzamauro – mi farò cremare e poi questa crema me la spalmerò sulle rughe».

Christian Poccia

Articolo pubblicato sul numero 2 di GINO MAGAZINE (dicembre 2013)